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Banca – Notifica oltre novanta giorni del PVC

Sentenza del Tribunale di Roma n. 8765/2021


Nel contenzioso in esame i ricorrenti, un funzionario di banca e la stessa banca quale obbligata in solido, contestavano l'infrazione sollevata dall'UIF per omessa segnalazione di operazioni finanziarie sospette riconducibili a un cliente.

Oltre a varie eccezioni concernenti il merito delle motivazioni per le quali l'infrazione non era perseguibile, i ricorrenti deducevano le consuete eccezioni circa l'inosservanza del rispetto del termine previsto dall’art.14 della L.689/1981 per la notificazione del verbale di contestazione dell’infrazione, che a loro dire risultava  essere stata notevolmente superiore ai novanta giorni previsti dalla legge.
Il Ministero, richiamata la consolidata giurisprudenza secondo cui il termine stabilito dall’art.14 L.689/1981 decorre dal compimento dell’attività di verifica di tutti gli elementi dell’illecito, dovendosi considerare anche il tempo necessario all’amministrazione procedente per valutare e ponderare adeguatamente gli elementi acquisiti e gli atti preliminari, rilevava come in data “xx.xx.xxxx” la banca avesse trasmesso ai verbalizzanti elementi essenziali ai fini dell’accertamento e delle contestazioni (misure poste in essere e modalità adottate per gli adempimenti di adeguata verifica; indicazione, per alcuni clienti, delle date di attivazione dell’intermediario; assetto interno della funzione antiriciclaggio e ripartizione delle competenze in materia di segnalazione di operazioni sospette; indicazione dei responsabili delle varie filiali, ecc.).

Per tale motivo, l'organo accertatore notificava la violazione entro i termini previsti dalla legge, che sono di novanta giorni da quando gli accertatori hanno a disposizione tutti gli elementi necessari (ossia dalla data “xx.xx.xxxx” cit.).

Lette tali premesse, il Tribunale non ha proceduto all'esame del merito delle eccezioni, ritenendo fondato il ricorso per il primo motivo di opposizione e meritevole di accoglimento, sia pure per ragione diversa da quella indicata dai ricorrenti. 

Il dies a quo non era infatti quello invocato nel ricorso, bensì più semplicemente quello indicato dal Ministero, ma nessuna delle due parti, probabilmente, si era avveduta che lo stesso, nella data indicata e documentata, aveva ammesso con estrema evidenza il decorso di 92 giorni. 

Il Tribunale ha quindi accolto l'opposizione, revocando il decreto sanzionato e compensando le spese.